Perchè lavorare nel sociale

Questi sono tempi di grandi e profondi cambiamenti, e uno dei fattori che negli ultimi dieci anni sta profondamente caratterizzando l’Europa è l’immigrazione di popoli provenienti da zone della Terra molto povere o dove stanno imperversando guerre senza fine.

Fatta questa premessa, è consequenziale che alcuni settori si stanno espandendo di riflesso a questa situazione: uno di questi è sicuramente il sociale. Più il quadro si complica e più emergono situazioni difficili da gestire, che necessitano di un intervento da parte di professionisti specializzati. Quindi se state pensando di lavorare nel sociale sappiate che non è affatto una brutta idea: dovete essere però molto convinti di questa scelta, perchè potrete ritrovarvi ad affrontare appunta situazione molto delicate. Tuttavia l’offerta lavorativa in questo ambito è molto vasta e può riservare grandi soddisfazione personali.

Dicevamo dell’offerta lavorativa: ce ne sono davvero di tutti i tipi, con un obiettivo comune, ovvero dare una mano ai più bisognosi, che sia un senzatetto o un migrante arrivato da chissà dove. Chi lavora nel sociale svolge un’attività senza fine di lucro, tuttavia non tutti sono volontari. Esistono quindi diverse figure professionali con una remunerazione. Una di queste è l’OSA, ovvero Operatore Socio-Assistenziale.

Di cosa si occupa? Il suo compito è quello di assistere a livello fisico e psicologico le persone bisognose, ad esempio gli anziani che non riescono più a svolgere le mansioni quotidiane oppure chi soffre di disturbi mentali o disabilità. Per svolgere questa professione bisogna essere risultati idonei ad appositi cicli di studio, come i corsi OSA. A differenza ad esempio dell’educatore professionale, che per operare deve aver frequentato la triennale in Professioni Sanitarie e della Riabilitazione della facoltà di Medicina e Chirurgia oppure la triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione del Dipartimento di Scienze Umane.

Anche l’Assistente sociale deve aver conseguito una laurea triennale in Servizio Sociale e Politiche Sociali per poter svolgere la sua professione. Di sempre più crescente importanza è la figura del Mediatore culturale, vero e proprio collante tra persone di comunità e lingue differenti. Quindi chi vuole esercitare questa delicata professione deve ovviamente avere dimestichezza con le lingue straniere e conoscere le culture delle comunità con cui avrà da rapportarsi.