La grande commedia del Capodanno

La grande commedia del Capodanno

Ogni anno, durante i primi giorni di dicembre, inizia il countdown delle feste: e mentre a Natale si sa che alla fine lo si passerà insieme ai propri cari, la vera incognita è sempre cosa fare a Capodanno. Soprattutto la fascia d’età che va dai 20 ai 35 anni si ritrova a chiedersi quale sarà il suo destino il 31 sera.

Uno dei leit motiv, anche nei social, è quello legato all’ansia di Capodanno: nel corso di questi anni ho sentito di gruppi di amici che si sono divisi per questo motivo, per non parlare delle coppie che hanno deciso insieme di farlo separato ma alla fine una delle due segretamente voleva passarlo con il proprio partner.

La verità è che non dovremmo farci assillare da questo momento dell’anno, che più che altro diventa un modo come un altro per mettere in mostra tutta la nostra febbre consumistica. Tra veglioni, eventi, feste e viaggi ogni Capodanno diventa una scusa come un’altra per far muovere barche di soldi. Un capodanno a Milano costa tantissimo, per non parlare di uno a Roma o, peggio, Venezia.

Quindi semplicemente potremmo farci una promessa e cercare di essere noi stessi: se ci piace viaggiare, facciamo un viaggio, se ci piace andare a ballare andiamoci, ma non perchè è la convenzione sociale ad obbligarci di farlo. Personalmente lo scorso anno ho passato un Capodanno meraviglioso: ho mangiato fuori insieme ad un mio carissimo amico (che come me non aveva voglia di organizzare nulla di particolare nè di rincorrere nessuno), siamo poi andati al cinema a guardare “Florence Foster Jenkins” (che peraltro vi consiglio di recuperare nel caso non l’abbiate visto). Finito il film, abbiamo poi parlato per ore dei nostri progetti dell’anno nuovo: alcuni si sono realizzati, altri no, ma questo poco importa.

Dovremmo smetterla di vivere la Grande commedia del Capodanno e fare davvero quello che ci fa sentire noi stessi. Se anche voi siete stufi di un’anonima serata che dimenticherete dopo qualche giorno, abbracciate l’idea di passare questa festa come vi sentite, e non come ve lo impone la società.